| Iran, verso nuovi orizzonti |
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| Giovedì 04 Febbraio 2010 17:05 | |||
L’Iran, Paese degli Arii, così volle che fosse chiamata dallo Scià Reza Pahalavi l’antica Persia .L’Iran musulmano Shi’Ita si pone a cavallo tra l’Asia ed il mondo arabo Sunnita, con una popolazione di oltre 68 milioni di abitanti , un età media di 25 anni altamente scolarizzata, insediata in città con infrastrutture moderne, con un buona assistenza sanitaria ed un ‘aspettativa di vita di oltre 70 anni. L’Iran di oggi vive la modernità senza per questo rinunciare alla tradizione,
dove la religione è parte integrante della vita di ciascun iraniano. Una religiosità che fa della tolleranza verso altre fedi un punto fermo. In Iran vi sono minoranze cristiane ed ebraiche che coesistono pacificamente da tempo con la maggioranza musulmana, in un sistema armonico che si contrappone al consumismo Occidentale ed al suo materialismo. Ma accanto all’Iran tradizionale vi è quello moderno, proiettato nel 21° secolo, forte delle ricchezze naturali del suo sottosuolo che lo pongono ai primi posti nella scala mondiale. L’attuale governo con il presidente Ahmadinejad, sta avviando a lunghi passi il Paese verso il futuro che non sarà solamente imperniato sul petrolio ed il gas naturale, di cui il sottosuolo abbonda, ma che vedrà lo sviluppo di un autonomo utilizzo dell’energia nucleare a scopo pacifico. E proprio sulle fonti energetiche e sui nuovi accordi commerciali, che si disputa la partita più importante per la Repubblica Islamica assieme ai nuovi soggetti della scena mondiale, l’America Latina, la Russia ,la Cina e l’India.
Sempre più proficui sono i rapporti con Pechino , potenza industriale in forte ascesa e bisognosa di petrolio e gas in abbondanza per soddisfare la sempre maggiore domanda interna ,ma anche il Pakistan e l’India guardano a Teheran. In progetto un colossale gasdotto che si snoderà per 2700 km ,che dovrebbe portare anche a loro il gas iraniano. Sull’altro versante, Siria e Turchia sono i maggiori acquirenti, la seconda è la prima importatrice di gas, grazie alla condotta che collega Tabriz ad Ankara. Al tempo stesso però Teheran cerca nuove alleanze economiche in America Latina, con il Brasile ed il Venezuela, tessendo accordi commerciali e rapporti di cooperazione e sviluppo su base paritaria, aprendo quindi un capitolo nuovo nei rapporti Sud Sud e numerosi sono stati in contratti sottoscritti durante la visita del presidente Ahmadinejad nel continente Indio Latino. Con la Russia di Medvedev e Putin, invece, il governo iraniano si sta ritagliando un canale privilegiato per poter acquisire quella tecnologia nucleare, che gli permetterà di inaugurare entro la fine del 2010 la prima centrale per la produzione di energia elettrica a Bushehr,grazie all’apporto della compagnia governativa russa Rosatom. Il programma nucleare iraniano parte da lontano, erano gli anni “70 quando si iniziò, la tecnologia era Occidentale,poi dopo la Rivoluzione Islamica del 1979 questo aiuto era venuto meno e quindi oggi la ripresa, allo scopo di rendere il Paese meno dipendente dal petrolio, i cui giacimenti, sia pur ricchi, inizieranno prima o poi la fase discendente.
La scommessa più grande però dell’Iran di oggi si chiama Kish, piccola e assolata isola nel Golfo Persico, che dovrebbe diventare la sede della nuova Borsa del petrolio e del gas, dove le transazioni verranno regolate non più in dollari ma in euro e quindi in aperta concorrenza con New York e Londra,le due piazze che attualmente detengono il monopolio nelle contrattazioni petrolifere. L’Iran che è attualmente il secondo detentore di riserve petrolifere ed il quarto produttore mondiale introdurrebbe quindi un nuovo marker petrolifero, mezzo attraverso il quale si definisce il prezzo, alternativo al Norway Brent Crude,West Texas Intermedie Crude e United Arab Emiraes Dubai Crude, tutti in dollari. Altre nazioni hanno già manifestato la loro disponibilità ad utilizzare la moneta europea, tra esse Cina , Russia e Venezuela, il che avrebbe un effetto domino sull’intera economia mondiale ancorata al dollaro. L’Iran, potenza economica regionale, si avvia a grandi passi a diventare uno dei protagonisti della scena mondiale ed ago della bilancia degli assetti economici in Eurasia, dove vi sono le più grandi concentrazioni di fonti energetiche del pianeta. L’antica Persia fermata nel 480 A.C. alle Termopili dagli eroici spartani, si appresta a riprendere il cammino, questa volta in modo pacifico. Federico Dal Cortivo
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L’Iran, Paese degli Arii, così volle che fosse chiamata dallo Scià Reza Pahalavi l’antica Persia .L’Iran musulmano Shi’Ita si pone a cavallo tra l’Asia ed il mondo arabo Sunnita, con una popolazione di oltre 68 milioni di abitanti , un età media di 25 anni altamente scolarizzata, insediata in città con infrastrutture moderne, con un buona assistenza sanitaria ed un ‘aspettativa di vita di oltre 70 anni. L’Iran di oggi vive la modernità senza per questo rinunciare alla tradizione,
dove la religione è parte integrante della vita di ciascun iraniano. Una religiosità che fa della tolleranza verso altre fedi un punto fermo. In Iran vi sono minoranze cristiane ed ebraiche che coesistono pacificamente da tempo con la maggioranza musulmana, in un sistema armonico che si contrappone al consumismo Occidentale ed al suo materialismo. Ma accanto all’Iran tradizionale vi è quello moderno, proiettato nel 21° secolo, forte delle ricchezze naturali del suo sottosuolo che lo pongono ai primi posti nella scala mondiale. L’attuale governo con il presidente Ahmadinejad, sta avviando a lunghi passi il Paese verso il futuro che non sarà solamente imperniato sul petrolio ed il gas naturale, di cui il sottosuolo abbonda, ma che vedrà lo sviluppo di un autonomo utilizzo dell’energia nucleare a scopo pacifico. E proprio sulle fonti energetiche e sui nuovi accordi commerciali, che si disputa la partita più importante per la Repubblica Islamica assieme ai nuovi soggetti della scena mondiale, l’America Latina, la Russia ,la Cina e l’India.








