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Palestina occupata: la riconciliazione Hamas-Fatah ostacolata da USA e Israele |
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Sabato 06 Febbraio 2010 10:27 |
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Non c’è dubbio che l’amministrazione USA e il regime d'Israele completamente contrari ad ogni processo di riconciliazione e nazionale tra le diverse fazioni politiche palestinesi.
Lo ha detto Ismail Haniyah, premier palestinese e il leader del movimento della Resistenza islamico Hamas. Secondo Haniyah l'attuale situazione critica della Striscia di Gaza è il risultato delle politiche guerrafondaie e criminali adottate dal regime Telaviv. Infatti Israele e i suoi alleati occidentali non riconoscono il governo legittimamente eletto dal popolo palestinese nelle elezioni democratiche del 2006 e sono quindi i primi responsabili delle condizione estreme a Gaza, città sotto l'assedio israeliano che mira nel primo luogo l’unità dei palestinesi. "I nemici devono sapere che non riusciranno a far cadere il governo eletto dal popolo palestinese e la loro politica è destinata al fallimento ... Nonostante gli sforzi israelo-americani onde ostacolare la riconciliazione nazionale, i movimenti di resistenza sono fermamente convinti di portare al termine questo processo”. Il leader di Hamas ha comunque affermato che per firmare l’accordo di riconciliazione, formulato dal governo egiziano, deve prima esaminarlo attentamente; il "diritto alla resistenza" palestinese va inserito nell’accordo. Una versione confermata anche dal portavoce di Hamas, Khaled Abdel Majid; "Le fazioni palestinesi non firmeranno nessun accordo se il testo non includerà i diritti palestinesi, in particolare quello della lotta all'occupazione sionista”. Intanto il capo del partito democratico arabo nei territori occupati, Talab Al-sane, ha sottolineato che la tensione e la discordia serviranno solo a rafforzare il regime sionista.
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