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Crimini 'Piombo Fuso', ignorate le richieste del Rapporto Goldstone Stampa
Domenica 07 Febbraio 2010 08:55

È impossibile stabilire al momento se israeliani abbiano risposto alle richieste dell'ONU per inchieste credibili e indipendenti sui numerosi crimini di Guerra commessi durante l’operazione militare israeliana Piombo Fuso,

tra il Dicembre 2008 e il Gennaio 2009 sulla Striscia di Gaza: lo sostiene il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, rispondendo a un’interrogazione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il ‘Rapporto Goldstone’ - diffuso a Settembre dalla Commissione d’inchiesta indipendente internazionale voluta dall’ONU e guidata dal giurista sudafricano Richard Goldstone - chiedeva a Israele di procedere a indagini indipendenti interne per identificare i responsabili dei crimini di guerra e contro l’umanità, suggerendo di aprire in alternativa un procedimento giudiziario di fronte alla Corte penale internazionale (CPI-ICC). La scorsa settimana il Segretario dell'ONU ha ricevuto un rapporto di 46 pagine da Israele, che nega di aver violato il diritto internazionale, e un rapporto preliminare da parte dei palestinesi in cui si annuncia la creazione di una commissione speciale formata da rinomati giuristi ed esperti. Nei mesi scorsi, in realtà, Israele ha ripetutamente affermato di non aver alcuna intenzione di procedere a indagini sul comportamento del proprio esercito durante Piombo Fuso. Secondo il rapporto Goldstone, l’attacco alla Striscia di Gaza fu “pianificato e deliberatamente sproporzionato, pensato per punire, umiliare e terrorizzare la popolazione civile, diminuire in maniera radicale la sua capacità economica di autosostentamento, costringerla a un crescente senso di dipendenza e vulnerabilità”. Il documento accusa l’esercito israeliano di aver commesso crimini di guerra, ma sottolinea le gravi responsabilità israeliane, precisando che non è in alcun modo comparabile la posizione dell’esercito di Tel Aviv con quella dei palestinesi. Accolto con favore dai palestinesi e aspramente criticato dai vertici israeliani, il rapporto Goldstone invita l’ONU a consegnare alla Corte penale internazionale (CPI) dell’AJA il dossier su ‘Piombo fuso’, a meno che Israele non autorizzi indagini indipendenti sugli episodi relativi ai ‘crimini di guerra’ denunciati.

 

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